Bilancio partecipato ni, bilancio partecipativo no

Si è chiuso l’ultimo bilancio partecipato dell’amministrazione Ruvolo.

È ora di…bilanci…

Forse la città, dopo cinque anni, non sa ancora che questo strumento partecipativo non è una concessione o una libera iniziativa politica di questa amministrazione. Questo o altro governo cittadino sono obbligati a impegnare almeno il 2% delle somme trasferite, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune (Realizzazione di progetti per forme di democrazia partecipata – art. 6, c.1, L.R. 5/2014). Le somme più consistenti di quest’anno non si giustificano – come è stato pubblicizzato – con una volontà di superare il 2% minimo di legge, quanto con il recupero delle somme non impegnate nell’annualità 2016, quando scontri interni all’Alleanza bloccarono l’intero iter.

Come tutti gli strumenti nuovi va rodato, rettificato in corsa, sicuramente regolato. Ma soprattutto vanno garantite le condizioni di partecipazione e trasparenza. Dobbiamo ammettere che il sistema di votazione online in uso da due anni, ad oggi non consente a tutti i cittadini di esprimere la propria volontà. Basterebbe poco: ad esempio, come suggerito anche da parte di molti cittadini, istituire durante il periodo delle votazioni un servizio presso l’URP, per depositare manualmente il proprio voto corredandolo dei dati anagrafici. Così come occorrerebbe una campagna di informazione preventiva anche per far conoscere ai cittadini cosa è stato realizzato in questi anni, incoraggiando così al coinvolgimento.

Di certo quest’anno si sono visti molti più progetti e con una capacità di guardare al territorio molto interessante: dalla valorizzazione del Castello di Pietra Rossa alla mappatura digitale del perimetro cittadino nei secoli; dalle opere d’arte per contrassegnare le tappe del cammino dei carusi (bellissimo progetto identitario, che però non ha avuto un grande sostegno da parte della cittadinanza) all’allestimento di una sala espositiva dedicata alla famiglia Moncada all’interno della Galleria civica d’arte; dal restauro dei busti della Villa Amedeo alla valorizzazione delle scalinate cittadine; da interventi a sostegno delle donne abusate alla sistemazione dell’archivio comunale. Complimenti, quindi, a tutti coloro i quali, associazioni o singoli, hanno ideato, progettato e porteranno avanti attività utili alla conoscenza, valorizzazione e tutela di beni patrimoniali pubblici.

Ciò che ci si augura è che la prossima amministrazione perfezioni il processo e sostenga non soltanto ciò che per legge è dovuto, ma magari valuti un ulteriore importante tassello, ossia il bilancio partecipativo, che è altra cosa. Il bilancio partecipativo è uno strumento per promuovere la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche locali, e in particolare, al bilancio preventivo dell’ente cioè alla previsione di spesa e agli investimenti pianificati dall’amministrazione. Esso è finalizzato a costruire “legami verticali” tra istituzioni e abitanti e “legami orizzontali” tra i cittadini e le loro organizzazioni sociali. Ma soprattutto esso è uno strumento di rendicontazione sociale che riguardano l’operato dell’ente, gli investimenti fatti e quelli previsti. Insomma: ciò che questa amministrazione, verbalmente votata alla democrazia diretta, in questi anni ha tralasciato di fare.